sabato 28 aprile 2018

Scienziati Pazzi. Una recensione su 'MAH"

In anteprima la recensione del libro di Luigi Garlaschelli – Alessandra Carrer, Scienziati pazzi : quando la ricerca sconfina nella follia, Roma : Carocci, 2017, che sarà nel numero 51 di "Mah".

(Da FaceBook: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2055069501431162&id=1529060910698693)


Lo “scienziato pazzo” è una figura popolare che compare in molti libri, film e fumetti. Ci sono stati (e ci sono), comunque, anche tra gli scienziati in carne e ossa personaggi eccentrici e sono stati fatti (e si fanno) anche nella realtà esperimenti bizzarri. Il libro di Luigi Garlaschelli e Alessandra Carrer ne presenta un buon numero dandone una valutazione critica.
Dare vita a un corpo inanimato con l'elettricità è l'impresa (riuscita) al dottor Victor Frankenstein nel famosissimo romanzo di Mary Shelley, ma è stato anche l'obiettivo di esperimenti (non riusciti, ovviamente) compiuti sui cadaveri da studiosi come Giovanni Aldini (pp.28-29) e Andrew Ure (pp.29-30).
Il'ja Ivanov (1870-1932) compì studi sull'inseminazione e sull'ibridazione. Il suo nome è legato anche ai tentativi, restati infruttuosi, di creare un ibrido tra un essere umano e una scimmia antropomorfa (pp.41-44).
Serge Voronoff (1866-1951) sosteneva che si potesse ottenere il ringiovanimento degli esseri umani con l'impianto di tessuti tratti da testicoli di scimmie. A Ventimiglia aveva un allevamento di scimmie da cui trarre il materiale per soddisfare le richieste che riceveva, ma, commentano gli autori, “i vantati effetti della cura erano inesistenti, e sostanzialmente dovuti a un effetto placebo”. Senza ottenere i risultati vantati, “i piccoli impianti si riassorbivano o si cicatrizzavano” (pp.52-54).
John R. Brinkley (1885-1942) sosteneva di poter curare diverse malattie e disturbi impiantando nel paziente “piccoli pezzi di ghiandole caprine”. Non solo le pretese terapeutiche erano prive di valore, ma gli interventi erano eseguiti in condizioni igieniche precarie, così che alcuni pazienti ebbero delle infezioni e si registrarono delle morti. Pur se contrastato dalla American Medical Association, Brinkley riuscì ad assicurarsi ottimi guadagni, anche se in seguito arrivò un declino e finì in bancarotta (pp.54-56).
Un altro personaggio con idee stravaganti sull'uso delle ghiandole animali fu Leo Stanley (1886-1976). Animato da idee eugenetiche, tra il 1930 e il 1950 si adoperò per la sterilizzazione di almeno 600 detenuti. Su altri prigionieri provò invece “una specie di frullato di ghiandole animali (capre, cinghiali e cervi) che veniva iniettato sottopelle nell'addome”. Tale intervento, secondo Stanley, avrebbe dato loro vigore e nel contempo ne avrebbe “anche mitigato il comportamento criminale” (pp.56-57), ma ovviamente si trattava di pratiche senza alcuna validità.
Duncan McDougall (1866-1920) pensò che, usando una bilancia per pesare il letto di un moribondo e confrontando il peso prima della morte e dopo, avrebbe scoperto il peso dell'anima e, quindi, ne avrebbe anche dimostrato l'esistenza. La sua rilevazione di un peso di 21 grammi (anche se altri suoi tentativi diedero diversi risultati) acquistò una certa popolarità, ma i suoi esperimenti sono privi di valore scientifico (pp.62-64).
Il nome di Edward Bach (1888-1936) si lega ai preparati che da lui prendono il nome di “fiori di Bach”. Le idee che stanno alla base di questi rimedi floreali e i metodi per ottenerli sono assurdità e, quel che più conta, le sperimentazioni dimostrano che non hanno nessuna efficacia (pp.144-146).
Wilhelm Reich (1897-1957) sosteneva che esistese “una specie di energia cosmica” a cui diede il nome di “orgone”. Secondo Reich, la carenza di orgone, “all'interno del corpo umano, sarebbe all'origine di diverse malattie e disturbi”. Per curarli, Reich ideò degli “accumulatori orgonici”. Si trattava di dispositivi del tutto inutili e giustamente la Food and drug administration ne vietò l'uso con pretese curative (pp.73-78).
Nel libro sono ricordati altri casi ancora e, tra i personaggi menzionati, ci sono anche scienziati che hanno al loro attivo studi di notevole valore, ma che hanno anche accolto con favore affermazioni pseudoscientifiche, come William Crookes (1832-1919), che “giurò sull'autenticità dei fenomeni provocati da due famosissimi medium dei suoi tempi, Daniel Dunglas Home e Florence Cook” (p.135), e Brian Josephson, premio Nobel per la fisica nel 1973, che ha dato credito al “misticismo quantico” e ai presunti fenomeni parapsicologici (p.138).

sabato 24 marzo 2018

Al Corso del Cicap, a Milano


Il 17 e 18 marzo ho tenuto delle lezioni ai corsisti Cicap (Corso per indagatori del mistero) con l'amico e collega Silvano Fuso e l'incredibile Carlo Faggi e le sue illusioni.
Come sempre in queste occasioni ci si diverte e si respira un po' di razionalità.

https://www.cicap.org/corso/2018/

https://www.youtube.com/watch?v=kLQKkbmuUb4


Non ho foto, ma fidatevi.

E un grazie ai corsisti per il loro apprezzamento ed entusiasmo, nonché al gruppo Cicap di Milano per l'organizzazione.



lunedì 12 marzo 2018

I segreti dei fachiri spiegati agli illusionisti


10 marzo 2018

Ho tenuto una conferenza al FIDM (Festival Internazionale della Magia) di San Marino illustrando ai prestigiatori i segreti e i trucchi dei fachiri, dall'India mysteriosa fino ai moderni intrattenitori teatrali.

L'argomento inconsueto e le dimostrazioni che ho eseguito dal vivo ( sdraiarsi su un letto di chiodi, mangiare il vetro, fermare il cuore, mangiare il fuoco, martellarsi un chiodo nel naso...) hanno riscosso un notevole successo.






Ringrazio per l'invito, in particolare il Mago Gabriel - al secolo Gabriele Merli...

giovedì 8 marzo 2018

"Scienziati pazzi”, un libro che si vorrebbe non finisse mai


Una lusinghiera recensione a "Scienziati Pazzi" comparsa on-line su Il Foglietto della Ricerca, a firma di Roberto Tomei.

https://ilfoglietto.it/il-foglietto/5753-scienziati-pazzi-un-libro-che-si-vorrebbe-non-finisse-mai




"Scienziati pazzi”, un libro che si vorrebbe non finisse mai

Recensione di Roberto Tomei

Il punto da cui occorre partire è che, nel corso dei secoli, alla scienza si sono votate molte persone (uomini e donne) che - abbandonando miti, superstizioni, illusioni e erronee interpretazioni - hanno dedicato tutta o gran parte della loro vita a svelare i segreti dell’universo. Si tratta di persone che sull’altare della ricerca hanno sacrificato se stesse e le loro famiglie, quando le avevano, ma sarebbe assolutamente sbagliato credere che tutti gli scienziati, o quasi, siano un po’ svitati.
Sta di fatto che per fare il loro lavoro, immersi com’erano nella ricerca, sono spesso diventati ossessivi e hanno trascurato le implicazioni etiche e sociali che potevano derivare dalle loro scoperte. Così come alcuni di essi hanno finito per esibire comportamenti quanto meno bizzarri, diventati uno stereotipo a partire dal famoso romanzo di Mary Shelley “Frankenstein, o il moderno Prometeo”, che fu subito un successo e che conobbe già nel 1826 un adattamento teatrale.
Da allora, di romanzi, racconti e film, muti o parlati, ce ne sono stati tanti, influenzando così in modo decisivo l’iconografia dello scienziato pazzo: tedesco o di lingua tedesca, quasi sempre maschio e non più giovanissimo, con capelli lunghi e grigi, che opera in un laboratorio assai disordinato, ricolmo di ogni genere di apparecchiature e che finisce, proprio come Frankenstein, vinto e distrutto, dopo aver in tutti i modi cercato di ricreare la vita. Se poi è un genio del male, esplode a volte in risate maniacali di scherno o di trionfo.
Aprendo la porta a una carrellata di personaggi incredibili (dai pietrificatori di cadaveri ai ricercatori delle capacità extrasensoriali, passando per i trapiantatori di teste e il chimico che parlava con gli extraterrestri, ma c’è tanto altro ancora), geniali e divertenti, tutti realmente esistiti, gli autori hanno cercato non solo di risalire alle origini storiche e letterarie dello stereotipo, ma anche di capire quando lo scienziato pazzo era davvero tale e quando invece era solo bizzarro. Nel libro si susseguono così le rievocazioni di esperimenti durati anni, spesso falliti, osteggiati da altri scienziati ovvero non riconosciuti nel loro valore. Esperimenti a volte geniali, a volte pericolosi, altre volte ancora ridicoli.
Tanti i campi degli scienziati pazzi, che conoscono la loro “stagione d’oro” dai primi del XIX secolo alla metà del secolo successivo. Ma si deve anche tener presente che il concetto di “normalità” cambia da epoca a epoca, da paese a paese, da gruppo sociale a gruppo sociale, sicché è difficile stabilire chi meriti la qualifica di scienziato pazzo. Gli autori hanno deciso così di tener fuori dalla categoria tanto gli ignoranti presuntuosi e i visionari disinformati quanto gli imbroglioni in malafede e i sadici coscienti (come i nazisti dell’universo concentrazionario).
Due, in fin dei conti, le categorie prese in considerazione nel libro: innanzitutto, quella degli scienziati tout court, che a un certo punto “hanno cominciato a dimostrare chiaramente di avere qualche rotella fuori posto”, sicché la loro fama precedente ha reso talvolta difficile comprendere appieno questa loro deriva; in secondo luogo, quella dei ricercatori che non hanno mai deviato verso una patologia, ma hanno seguito la loro ricerca “incuranti delle stranezze alle quali essa portava, delle convenzioni sociali, dell’opportunità politica o dei pericoli in essa impliciti”.
Anche se tratta di scienza, sia pure scienza folle, ossia di un argomento non proprio alla portata di tutti, il libro si legge tutto d’un fiato, come un romanzo e, quando si arriva alla fine, veramente dispiace di non avere altre pagine da leggere.


mercoledì 28 febbraio 2018

Nuovo Testo di Chimica della DeAgostini Scuola. Sono tra gli autori !


Fresco di stampa per  DeAgostini Scuola, ecco un testo di chimica (due versioni) per gli Istituti Tecnici:
Chimica  - fenomeni e realtà   e
Chimica - in Albergo.

Sono tra gli autori!


Devo ringraziare Roberto Vanzetto (Cicappino della prima ora) per avermi coinvolto, i coautori e poi tutta la squadra che è in seconda di copertina, soprattutto Stefano Ganci.

sabato 17 febbraio 2018

dottore, ma è vero che...? Un sito serio contro le fake news

Da visitare e da diffondere!


La FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, è un organo ausiliario dello Stato e la principale istituzione del mondo medico nel nostro Paese. Come tale essa ha due scopi principali e perfettamente complementari: tutelare la popolazione facendo sì, insieme ad altri organi, che venga garantito e difeso il suo diritto alla salute e, al tempo stesso, vigilare sulla Professione medica, difendendone la dignità e proteggendola da abusi.
Dottoremaeveroche nasce con lo scopo di assolvere a entrambi questi compiti: offrire alla popolazione un’informazione accessibile, scientificamente solida e sempre trasparente, e ai Colleghi strumenti comunicativi nuovi, in linea con i tempi, proficui nell’attualizzare lo scambio che è alla base del rapporto tra medico e paziente.
Gli ultimi anni hanno visto una pericolosa, e spesso dolorosa, impennata nella circolazione di notizie in molti casi inesatte, in troppi infondate e in molti altri, deliberatamente e maliziosamente, false, con ricadute a volte drammatiche sulla salute di singoli cittadini o di intere fasce della popolazione.
La FNOMCeO ha deciso di scendere in campo, con strumenti nuovi, per arginare questo fenomeno, in difesa dei cittadini e degli operatori.
Dottoremaeveroche nasce come porto sicuro nel mare in tempesta della disinformazione in ambito sanitario. Avete un dubbio? Qui troverete la risposta, costruita sulle evidenze scientifiche più attuali da esperti divulgatori.
Un’informazione seria, solida e trasparente, corredata da tutti i dovuti riferimenti bibliografici, al tempo stesso resa immediata e accessibile a tutti gli utenti, con l’imprescindibile collaborazione di divulgatori esperti e giornalisti impegnati da anni in ambito scientifico.
Se comunicare bene la salute fa bene alla salute… la nostra prescrizione è di visitare Dottoremaeveroche in dosi massicce ogni volta che ne sentite il bisogno. Non ci sono controindicazioni!



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